6. Scali del Corso
Gli austriaci a Livorno
Dal 1849 al 1858 la famiglia di Giovanni Fattori abitò agli Scali del Corso, al quarto piano della cosiddetta “Casa Uzielli”, oggi identificata nel palazzo al civico 11, all’angolo con gli Scali Finocchietti. Qui, in una piccola stanza affacciata sui fossi, il giovane pittore visse uno degli episodi più drammatici della storia di Livorno: l’assedio austriaco del maggio 1849.
Chiamato a casa dai genitori, preoccupati per il clima politico sempre più instabile, Fattori tornò momentaneamente da Firenze proprio nei giorni in cui la città, rimasta sola nella difesa della Repubblica toscana, fu attaccata dalle truppe imperiali. Dalle finestre – e poi dal tetto dell’edificio – il pittore osservò l’avanzata degli austriaci, i cannoni piazzati al Camposanto Nuovo, i razzi che fischiavano sopra la città, fino a uno che esplose vicino all’abbaino dove si era appostato per curiosare.
Quella mattina, mentre leggeva l’Iliade e disegnava un combattimento immaginario tra greci e troiani, Fattori vide la guerra reale travolgere le strade di Livorno. L’immagine che più lo colpì fu quella di un uomo curvo, che camminava lungo il muro con le braccia strette al petto. Solo, forse diretto alla morte.
Il ponte di San Giovanni Nepomuceno, che ancora oggi fronteggia l’edificio, era già allora un punto centrale della città. Sullo sfondo, la sagoma della Fortezza Nuova dominava l’orizzonte, anche se allora in parte nascosta dal Teatro degli Avvalorati.
Tra quegli scorci – i fossi, il ponte, la piazza – si intrecciarono la vita del giovane artista e le tensioni di un’Italia che lottava per nascere.