12. Gli stabilimenti balneari
Tra svago e pittura
Giovanni Fattori coltivò per tutta la vita un intenso rapporto con il mare, che rappresentava per lui non solo ispirazione artistica ma anche rifugio salutare, soprattutto dopo la malattia della prima moglie Settimia. Tuttavia, il suo giudizio sugli stabilimenti balneari di Livorno, tra i primi in Italia a svilupparsi nel XIX secolo, era spesso critico: li considerava luoghi di frivolezza e mondanità, frequentati da una società votata più all’apparire che alla sostanza.
Nonostante ciò, gli stabilimenti furono soggetto di alcune sue opere importanti, come la Rotonda dei Bagni Palmieri (1866), che ritrae sette donne sotto un tendone dei Bagni Pancaldi, e i Bagni Squarci, ambientati allo Scoglio della Regina. Si è ipotizzato che l’atmosfera vivace dei bagni abbia influenzato una svolta nella sua pittura, rendendola più luminosa e vibrante.
Questo tema fu ripreso e rinnovato dai postmacchiaioli e dal Gruppo Labronico, diventando un soggetto amato che portò alla realizzazione di numerosi dipinti di grande fascino e qualità, consolidando così il legame tra arte e vita mondana livornese.