10. Via degli Asili
L’ospitalità di Guglielmo Micheli
Tra gli allievi di Giovanni Fattori, Guglielmo Micheli fu il più fedele. Si erano conosciuti all’Accademia di Firenze, dove Micheli frequentava la Scuola Libera del Nudo. Da allora tra i due nacque un’amicizia sincera, fatta di rispetto, affetto e scambi continui, anche epistolari.
A differenza di altri allievi, Micheli non tradì mai la lezione del maestro. Anzi, la fece propria fondando a Livorno una scuola privata da cui uscirono molti protagonisti del postmacchiaiolismo. “In quello studio sentii, come di un nume, parlare di Giovanni Fattori”, ricorderà con commozione Llewelyn Lloyd, suo allievo.
Fattori, da parte sua, ricambiò la stima. Ammirava in Micheli il talento per le marine – “Io gli ho insegnato a far cavalli; lui ha insegnato a me a far marine” –, e durante i rientri estivi a Livorno fu spesso ospite dell’amico: nel 1892 e 1893 in via degli Asili n. 8, dopo un soggiorno in Borgo San Jacopo e prima di spostarsi in vicolo delle Spighe.
Non mancavano le uscite insieme lungo la costa: “Potendo lasciare le nostre mogli fra loro, e noi buttarci lungo mare con le nostre cassette…”, scriveva Fattori, che nel 1905, ormai anziano, passava ancora le giornate nello studio di Micheli, “a schizzare e pensare a quella battaglia affricana”.