5. Via Sproni e Via de Lardarel
Gli ideali risorgimentali
Tra il 1846 e il 1849, Giovanni Fattori – poco più che ventenne – abbandonava la scuola di Baldini e raggiungeva Firenze per studiare all’Accademia di Belle Arti. Ma oltre ai pennelli, in quegli anni impugnò anche la causa del Risorgimento.Entrò infatti a far parte di una società segreta di ispirazione repubblicana, in contatto con patrioti, cospiratori e mazziniani. La sede? In una palazzetta nascosta in Via Sproni, accessibile solo con la parola d’ordine “andiamo al giardino”.
Tra i volti noti della cerchia c’era anche il “Gatto”, nome in codice di Enrico Bartelloni, eroe popolare della difesa di Livorno contro gli austriaci, fucilato nel 1849. Fattori, in quegli anni, faceva da messaggero, portando a mano documenti “incendiari” in giro per la Toscana.
Il suo coinvolgimento con la società dei Progressisti fu profondo, umano prima ancora che politico. Alcuni dei suoi amici più cari – come Carlo Giordanengo o Verulo Bartorelli – condividevano con lui letture, idee, speranze. Erano anni accesi, “tutto amore senza essere scettici”, avrebbe ricordato poi con nostalgia.
Via Sproni oggi è cambiata, e l’ingresso del “giardino segreto” è difficile da identificare. Ma l’eco di quelle passioni, tra i muri della vecchia Livorno, si sente ancora.