Solo pochi attimi di attesa...

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I luoghi di Fattori

8. Via della Posta e via Grande

A Livorno con Settimia

Dopo alcuni anni sereni a Firenze, nella casa di via Lamarmora, Giovanni Fattori fu costretto a tornare a Livorno insieme alla moglie Settimia Vannucci. La tubercolosi, annunciata da un lieve ma inquietante colpo di sangue, si manifestò in lei con violenza. Secondo Fattori, a peggiorare la sua salute contribuì anche un evento drammatico: una sera, mentre rientrava dal Caffè Michelangiolo, dove si riunivano i pittori macchiaioli, venne aggredito da due sconosciuti armati. La notizia, ricevuta dalla moglie già provata, fu un colpo durissimo.

Nel 1863, cercando sollievo nel clima marino e probabilmente sostenuti dalla famiglia di lui, si trasferirono a Livorno. Fattori indicava allora come proprio indirizzo via della Posta Vecchia n. 21, l’attuale civico 7, dove vivevano ospiti di Giuseppe Sisti, testimone del loro matrimonio. Ma la sistemazione non fu stabile: temendo il contagio, la coppia evitava di vivere con i parenti e presto si spostò in via Grande n. 8, dove restarono fino al 1866.

“Mi convenne tenerla qualche anno a Livorno, sul mare”, scriverà l’artista, “e potei farla vivere qualche anno con segreti sagrifici, i quali mi hanno reso la coscienza tranquilla”.

Nel 1867 tornarono a Firenze, nella casa di via Montebello. Fu lì che Settimia si spense, in una mattina limpida di marzo. Fattori le era accanto, come sempre, nonostante le raccomandazioni dei medici: “Fosse di me tutto quello che sarebbe stato, non avrei mai commesso una simile vigliaccheria… e ne sono contento”.

A ricordo di quel lungo e doloroso amore, resta un iconico ritratto della moglie, eseguito durante gli anni livornesi, oggi custodito presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

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